“Non basta commuoversi, bisogna muoversi”: è questo l’appello lanciato dal prete antimafia e presidente di Libera Don Luigi Ciotti venuto oggi all’Aquila per l’incontro “Ricostruiamo la legalità… Partendo da L’Aquila” svoltosi presso l’Auditorium del Parco.

Nella giornata del ricordo Don Ciotti si unisce alla richiesta dei familiari delle vittime di fare giustizia per quel sei aprile che ieri sera alla lettura dei nomi dei morti i familiari delle vittime hanno definito “una vergogna”.

La giustizia è l’obiettivo fondante di una democrazia, insieme al rispetto dei diritti umani. La legalità è solo lo strumento per avere giustizia, ma senza di esso l’Italia non può essere chiamato un paese civile.

Il prete antimafia, bandiera di molti lutti di stragi italiane, viene oggi all’Aquila per portarne un altro sulle spalle e ricorda la sofferenza provocatagli nel vedere il G8 arrivare nel capoluogo, “quando non c’era bisogno di esibire L’Aquila a questa sofferenza”, ha detto Don Ciotti.

 “Bisogna imparare ad avere tutti più coraggio e decidere senza mezzi da che parte stare , perché ci sono troppi cittadini ad intermittenza”, ha ricordato Don Ciotti. E’ necessario che ognuno si prenda la sua responsabilità, per far si che ogni forma di mafia da quella della raccomandazione, dello sfruttamento sul lavoro a quella delle cosche non si impadroniscano della nostra vita.