All'interno del campo attrezzato di Via Salone, il campo rom più grande d'Europa, vivono circa mille e duecento persone rom di vari a origine (rumeni, serbi, montenegrini, bosniaci). Il campo è fuori dal G.R.A., non è collegato con i mezzi pubblici e non ha alcun spazio comune. La distanza tra i container dove vivono le famiglie è di circa due metri. I bambini vanno al mattino a scuola in istituti molto lontani grazie a un servizio di pulmini e - date le distanze e il traffico mattutino - arrivano quasi sempre in ritardo di almeno un'ora. 
All'interno del campo la tensione è alta. Le varie comunità non comunicano, il livello di istruzione è bassissimo, altissimo quello di disoccupazione.
Questo mini documentario di Stefano Liberti e Enrico Parenti segue la quotidianità del campo: i bambini che vanno a scuola, gli adolescenti che trascorrono le giornate a non far nulla (molti, pur essendo nati in Italia non hanno la cittadinanza, quella di origine l'hanno perduta in seguito all'implosione dell'ex Jugoslavia); gli adulti, uomini e donne, che tentano di sbarcare il lunario con lavori di fortuna.