Due relazioni per fare il punto sulla grave situazione italiana. E' questo il lascito di Napolitano al prossimo Presidente della Repubblica. Si tratta del frutto del lavoro dei due gruppi di 10 Saggi istituiti il 30 marzo scorso.
Sia il gruppo sulle riforme istituzionali che quello di lavoro in materia economico-sociale ed europea concordano su alcune priorità da affrontare nell'immediato.
Primo obiettivo superare la legge elettorale vigente, sostituendola con un sistema misto (in parte proporzionale e in parte maggioritario) un alto sbarramento, con un ragionevole premio di governabilità.
No al bicameralismo perfetto, che per i saggi rappresenta una delle cause delle difficoltà di funzionamento dell'attuale sistema istituzionale.
Altro importante traguardo di fronte ad un'opinione pubblica sempre più scettica è quello della trasparenza della politica e dello Stato ed è per questo che i saggi chiedono l'introduzione di controllori necessariamente esterni e indipendenti.
Niente da fare invece per l'eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti in quanto - spiegano i saggi - “costituisce un fattore ineliminabile per la correttezza della competizione democratica e per evitare che le ricchezze private possano condizionare impropriamente l'attività politica".
Sì alla legge sul conflitto d'interessi. La riforma avrà come base le valutazioni e le proposte avanzate negli anni dall'Autorità antitrust.
Parere positivo anche sulla necessità di introdurre il reato di autoriciclaggio, rafforzando le norme sulla falsità in bilancio e precisando il reato di "scambio elettorale politico-mafioso".
Anche le carceri sono incluse nell'emergenza Italia. La ricetta dei saggi contro il sovraffollamento è di lungo respiro e non lascia speranze ad un'immediata amnistia, piuttosto va nella direzione della depenalizzazione di alcuni reati e nell'uso di pene alternative al carcere.
Anche la riduzione dei parlamentari ha trovato strada fertile nel consiglio ristretto di Napolitano che ha deciso per la riduzione da 630 a 480 deputati e da 309 a 120 senatori.