Di nuovo bandiere nero verdi, di nuovo carriole e fasce tricolori sfileranno domani mattina a Roma. Dopo due anni dalla manifestazione aquilana del 7 luglio 2010 contro la restituzione delle tasse che terminò con le manganellate ai terremotati, i figli delle scosse tornano nella capitale questa volta per chiedere i fondi per la ricostruzione che non parte.

In prima fila ci sarà il sindaco della città Massimo Cialente che accompagnato dai sindaci delle 8 aree omogenee incontrerà domani mattina alle 10 e 30 il governo nella figura del sottosegretario Antonio Catricalà.


Quella di domani sarà “una manifestazione di consegna a Palazzo Chigi di una parte dei 2000 progetti che dal mese di dicembre aspettano il finanziamento e di alcuni dei 60 aggregati del centro storico che non possiamo avviare per mancanza di fondi”. - ha spiegato Cialente.

L'Aquila non può più aspettare, “servono per il 2013 ancora 800 milioni di euro” , avverte Cialente. Non mancano le polemiche e i distinguo tra chi crede nella trasferta romana e chi invece definisce la scelta di sfilare nella capitale per chiedere i fondi un'operazione di propaganda politica.

Nei giorni in cui si discute il documento economico finanziario, L'Aquila cerca di inserirsi di nuovo nelle cronache nazionali e lanciare il suo grido d'allarme, mentre nei prossimi giorni il sindaco Cialente chiederà di poter incontrare i segretari dei partiti presenti in parlamento.