Un film in bianco e nero per raccontare la grande varietà di colori e culture che è presente nella nostra società, “un film impressionista” l'ha definito il suo regista, Alessandro Gassman che debutta per la prima volta dietro la cinepresa per il film “Razza bastarda” in sala dal 18 aprile.
Tratto dalla piece teatrale “Cuba and his Teddy Bear” di Reinaldo Povod, l'adattamento cinematografico targato Gassman ha ottenuto notevoli riconoscimenti come il Premio Flaiano e il Pegaso d'oro.
Se Povod nel suo capolavoro teatrale aveva rappresentato la New York dei contrasti tra ispanici e statunitensi e l'universo della droga, qui cambiano le nazionalità e i luoghi, siamo nella periferia che fa paura a Latina. I protagonisti sono rumeni e italiani: ma al centro della vicenda teatrale prima, e cinematografica ora, è il rapporto controverso tra un padre semianalfabeta e spacciatore di droga, Roman interpretato dallo stesso Alessandro Gassman, e il figlio adolescente, Nicu, affidato alla recitazione di Giovanni Anzaldo, che cerca un riscatto attraverso lo studio.
La razza non riconosciuta, bastarda, è quella che viene citata solo nei fatti di cronaca delinquenziale dove è facile e comodo rintracciare nel rumeno oggi, come nell'albanese dieci anni fa, il colpevole di ogni male sociale.