Un abbandono progressivo, giorno dopo giorno, della mente e del corpo: questo succede a chi è affetto da Sla, la Sclerosi laterale amiotrofica. Bisogna ricordarlo ogni giorno a chi non ne è affetto per comprendere la sofferenza e le difficoltà dei malati di Sla anche in occasione del trentesimo compleanno dell'Aisla Associazione italiana che si occupa di Sla, che ci sarà domenica 21 aprile.
Con 1600 soci, 250 volontari, 57 sezioni locali in 19 regioni italiane, l'Aisla opera in Italia dal 1983 per la tutela, l'assistenza e la cura dei malati affetti da Sla, favorendo l'informazione sulla malattia e stimolando le strutture competenti a una presa in carico adeguata e qualificata dei malati. In occasione dell'anniversario dell'associazione, sabato si terra' l'assemblea dei soci seguita da una tavola rotonda di aggiornamento scientifico sulle sperimentazioni in corso con l'uso di cellule staminali.

La Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) è conosciuta come malattia di Lou Gehrig, dal nome del famosissimo giocatore di baseball che ne fu colpito per primo o malattia di Charcot dal nome del neurologo francese che, per primo alla fine dell'800, la scoprì.
E' una malattia degenerativa del sistema nervoso e colpisce i motoneuroni, che danno impulso ai muscoli. E' una malattia rara. Colpisce in media da una a tre persone ogni cento mila individui. I muscoli non ricevono più i comandi e diventano atrofici, si spengono. Mani, gambe e braccia non rispondono alle sollecitazioni, si arriva alla paralisi del corpo. Fino a quando non vengono attaccati i muscoli della respirazione e deglutizione e allora finisce la sofferenza durata una vita.

Il 21 giugno si terra' il global day, la giornata mondiale per la lotta alla sclerosi laterale amiotrofica, in occasione della quale Aisla promuove i family day, momenti conviviali e insieme informativi per avvicinare volontari, famiglie, malati, care giver, medici e ricercatori.