Oltre all'insediamento di Giorgio Napolitano un altro evento significativo segnerà la giornata di oggi. Questa volta un'iniziativa che invece di celebrare la Repubblica ne ricorda le sue nefandezze, un momento per fare giustizia per quella che alcuni inseriscono nelle stragi di Stato. La madre di Federico Aldrovandi, Patrizia Moretti, riceverà oggi pomeriggio la cittadinanza onoraria dal Comune di Bologna.
Federico Aldrovandi aveva da poco compiuto 18 anni quando fu ucciso dalle percosse di quattro poliziotti il 25 settembre del 2005. I quattro agenti, furono condannati nel 2009 in primo grado a 3 anni e 6 mesi di reclusione, per "eccesso colposo in omicidio colposo" e il 21 giugno 2012, dopo l'iter giudiziario, la corte di cassazione ha confermato la condanna.
A Palazzo d'Accursio, sede del Comune bolognese, non sono tutti d'accordo. Per qualcuno è ancora troppo poco perdere un figlio per mano dello Stato per avere la cittadinanza onoraria, un cimelio in confronto alla vita di un figlio. In aula ci saranno, infatti, anche i consiglieri della Lega Nord che, il giorno della discussione in Consiglio, bollarono il riconoscimento come «una marchetta politica».
In
serata, alle 18,30 al Cinema Lumière, in piazzetta Pasolini 2/b,
sarà proiettato il film di Filippo Vendemmiati «È stato morto un
ragazzo». Il film è stato presentato l’8 settembre del 2010 alla
67ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Anche
all'Aquila è stata proposta, tramite l'appello lanciato da Stefano
Albano dei Giovani Democratici, la cittadinanza onoraria alla madre
di Federico.
La solidarietà a Patrizia Moretti e Lino Aldrovandi arriva anche dall'Aquila, una città che come questi genitori teme per la giustizia delle vittime e che ha perso molti dei suoi figli.