A Cocullo si celebra annualmente uno dei più antichi rituali d'Abruzzo, forse d'Italia. Le sue origini si perdono nella storia dell'Antica Roma. Cocullo è stato, per gli antichi romani, l'avamposto militare per la conquista di Corfinium e sembra che la tradizione degli occupatori romani di regalare serpenti alla Dea Angizia in primavera sia stata recepita e mantenuta dai cocullesi anche dopo la conversione al cristianesimo. Secondo un altro filone interpretativo sembra che ci siano dei forti legami tra questa festività e le tradizioni dei Marsi. Un esempio del legame dei Marsi con i serpenti si può trovare nell'Eneide, dove Virgilio racconta di Umbrone, condottiero, sacerdote, medico e incantatore di serpenti inviato dal re dei Marsi per combattere i Troiani di Enea al fianco di Turno. Con l'avvento del cristianesimo la tradizione pagana fu trasformata in rito religioso. Per anni ogni primo giovedì del mese di maggio i cocullesi hanno omaggiato con la Festa dei Serpari San Domenico da Foligno, che secondo la leggenda avrebbe liberato la popolazione dai serpenti velenosi, diventando eroe mitico per pastori e montanari. La tradizione prosegue senza interruzioni, ma da qualche anno si celebra il primo del mese di maggio.

Fabio Zenadocchio