Celestino V, il papa del Gran Rifiuto, gesto che Paolo VI definì un gesto eroico e non un atto di viltà come lo dipinse Dante, è stato al centro questo pomeriggio del Simposio Celestiniano nel settecentesimo anniversario della Canonizzazione di Pietro da Morrone presso la Chiesa di San Giuseppe Artigiano all'Aquila.
Dopo la scoperta ieri del vero volto di Celestino V, grazie alle innovative tecniche di restauro, continua la riflessione su una delle figure che hanno influenzato maggiormente la storia della Chiesa e di luoghi come L'Aquila e Sulmona, nonché il posto per eccellenza simbolo della sua personalità, l'eremo di Sant'Onofrio. Oltre a questi sono state le fonti che attraverso un'interpretazione filologica hanno permesso di dar vita alle nuove vesti del Santo.
La storia di Celestino passa anche attraverso l'iconografia analizzata dalla Professoressa Giovanna Di Matteo, docente di Arte Sacra.
Lisa D'Ignazio