Un primo passo importante e che rappresenta una decisa novità del nuovo governo arriva dal neo ministro Cecile Kyenge, che ha annunciato nei giorni scorsi la volontà di proporre una nuova legge sulla cittadinanza che introduca il principio dello ius soli. Un obiettivo ambizioso e che già dai primi giorni ha incontrato non pochi ostacoli. In primis il Pdl che non ci sta, "sull'immigrazione clandestina non decide il ministro, la cittadinanza automatica per il solo fatto di nascere in Italia non è praticabile". Tuona così Maurizio Gasparri. E ancora Renato Schifani invita il Premier Letta a maggior cautela e chiede ai membri del governo di "evitare proclami solitari".
E' ben nota la posizione della Lega Nord, da sempre contraria allo ius soli "perdurante follia buonista della sinistra, riproposta ora dalla neo ministra all'integrazione" queste le parole di Roberto Maroni. 

Il Premier Enrico Letta non ha tardato a far conoscere la propria posizione, "porto il problema nel cuore" ha dichiarato,"altrimenti non avrei proposto Cecile Kyenge per quel ministero ma sono consapevole di non poter fare promesse".

Intanto è contrasto aperto tra gli stranieri presenti in Italia e l'europarlamentare Mario Borghezio. L'europarlamentare infatti ha parlato del Ministro Kyenge in termini razzisti e discriminatori, parlando di governo del bonga bonga e di tradizioni tribali che la neo nominata vorrebbe imporre al paese. 

In molti a L'aquila ricorderanno l'esponente leghista, che per la nostra città, in seguito ad una tragedia indiscutibile come quella del sisma, ha speso parole che hanno ferito più dell'indifferenza.

Ma Borghezio ha spesso fatto parlare di se, per atteggiamenti alquanto discutibili. Queste solo alcune delle sue dichiarazioni "Noi ai clandestini bastardi gli diamo il mille per mille di calci nel sedere con la legge Bossi-Fini", e ancora,
"per noi il Meridione esiste solo come palla al piede, che ci portiamo dolorosamente appresso da 150 anni". Queste ed altre uscite infelici, ultima quella nei confronti di Cecyle Kyenge, hanno indotto un gruppo di persone ad intraprendere una raccolta firme, una petizione sul sito change.org il cui nome non lascia spazio a dubbi "Fuori Borghezio dal Parlamento europeo", che ad oggi conta più di 100.000 firme. 
Forse gli italiani stanno capendo che meritano finalmente di essere rappresentati da veri uomini della politica, che possano dare un contributo importante al paese, ormai Borghezio non convince più.

Oriana Corsi