Cadere nell'errore della discriminazione è fin troppo facile quando anche coloro che veicolano l'informazione tendono a non avere un occhio libero da pregiudizi. Sotto esame del Naga la categoria dei giornalisti e nove testate di informazione nazionale. Il Naga è un'associazione di volontariato laica e apartitica che si è costituita nel 1987 allo scopo di promuovere e di tutelare i diritti di tutti i cittadini stranieri, rom e sinti senza discriminazione alcuna."Se dico rom", un'indagine portata avanti dall'associazione e presentata oggi, ha dell'incredibile. I risultati hanno portato in evidenza che non c'è testata giornalistica che tenga. Questi i dati resi noti: 500 articoli presi in esame, pubblicati da giugno 2012 a marzo 2013, su dieci quotidiani poco più di un terzo contengono frasi discriminatorie. Il primato va a Libero, con il 36%, a seguire Corriere della Sera, Prealpina, Padania, Il Giornale, La Repubblica e La Stampa. Non si salva davvero nessuno. Molto spesso i giornalisti vedono nella categoria Rom il capro espiatorio ideale e la naturale conseguenza è il pregiudizio e la diffidenza della gente.
E' stato evidenziato come i rom e sinti compaiono solo quando commettono reati, e spesso vengono associati a fatti negativi anche se non ne sono coinvolti. Inoltre "vengono associati a criminalità e degrado cittadini rom che compiono atti che non sono di per sé reato - scrivono i ricercatori del Naga -, come ad esempio lavarsi alla fontana, o che sono addirittura neutri, come passare in un luogo". L'associazione, in virtù dei risultati ottenuti e presentati, ha proposto ai giornalisti, editori e ordine professionale di rispettare e applicare le linee guida per l'applicazione della Carta di Roma.
ORIANA CORSI