“Vivo in Italia da quando avevo cinque anni. Studio qui, l’italiano è la mia prima lingua, nel Paese dei miei genitori ci torno in vacanza ogni quattro anni, eppure sono costretto a lunghe file per il rinnovo del permesso ogni anno, non posso partecipare a concorsi e vivo nella paura di diventare irregolare”. Così Fakir Mohamed, 22 anni, nato in Marocco, ma napoletano da quando aveva 5 anni, racconta la sua vita da italiano a metà.
Gli risponde un italiano nato in Italia a 0 anni invece che a 5: il coordinatore della regione Lazio di Forza Nuova, che così parla della scritta razzista apparsa davanti alla sede del Pd in via Spalato a Macerata, per esprimere la contrarietà del movimento alla proposta del senatore Mario Morgoni di concedere la cittadinanza onoraria al ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge.
L’arrivo della ministra Kyenge ha aperto la discussione in Italia sulla legittimità o meno della riforma da lei proposta con cui ci sarebbe il passaggio dallo “ius sanguinis”(è italiano chi nasce da genitori italiani) allo “ius soli” (è italiano chi nasce in Italia).
Secondo il rapporto dell’Anci “Da residenti a cittadini” sono circa un milione i minori con cittadinanza straniera regolarmente residenti in Italia, a cui la maggioranza degli italiani, il 72% sarebbe favorevole a concedere la cittadinanza.
Lisa D’Ignazio