Si dice Rom si pensa zingaro, ladro, sporco, criminale, nomade. Succede ancora oggi a quasi 60 anni dal Porraimos, la shoah dei rom e sinti, letteralmente “grande divoramento o devastazione”, in cui morirono circa 500 mila persone innocenti.

Lo ha ricordato Santino Spinelli, docente di lingua e cultura romanì presso l’Università di Chieti e musicista, nonché rappresentante di uno dei popoli più violentati dalla storia, i rom.

Santino Spinelli è stato la bandiera del suo popolo anche durante l’incontro di sabato pomeriggio a Sant’Omero, durante la rassegna “Senza Confini” di Mondo d’Autore, quest’anno dedicata ai popoli dimenticati.

Ad oggi nessun rom è stato risarcito né moralmente né economicamente per la strage di rom e sinti fatta dal regime nazi-fascista.

I rom sono un popolo senza stato e senza territorio ma presente in Italia con 100 mila persone, in Europa con oltre 11 milioni e mezzo di persone, in tutti i continenti con oltre 16 milioni di persone, e 4 milioni di essi chiamati Dom vivono in Medio Oriente. Sono quasi 20 milioni, dunque, gli individui nel mondo che parlano la stessa lingua, la lingua romanì.

I rom non nascono come popolo nomade. Ecco un pregiudizio da sfatare. Subiscono la deportazione dall’India in cui vivevano in maniera sedentaria da parte del re di Persia nell’anno mille per diventare forza lavoro dell’impero.

I rom sono sempre stati abbandonati a se stessi o vittime di ingiustizie e lo sono ancora oggi nei campi nomadi, centri di emarginazione e repressione, luoghi di violazione dei principi fondamentali dell’uomo in cui vivono cittadini di serie Z.

Che significa zingaro? Perché gli italiani non vogliono essere chiamati “mafiosi”, ma non hanno nessun pudore a chiamare i rom “zingari”?

Cosa sappiamo oggi noi dei rom per poter giudicare e decidere delle loro vite? Chiunque non è rom pensa di avere la libertà di chiamarli zingari, di accusarli di ogni misfatto, di applaudire allo sgombero all’alba nei campi nomadi di uomini e donne disarmati, azioni che ricordano le pulizie razziali e le deportazioni naziste tanto deprecate.

Quale convivenza potrà mai esserci tra uno sfruttato e uno sfruttatore, tra cittadini di serie Z a cui vengono negati i diritti fondamentali dell’uomo e cittadini di serie A a cui è concesso tutto anche l’odio razziale.

 “L’Amore si fa in due - ha aggiunto Santino Spinelli -  come si fa ad amare chi non ti ama?”

Lisa D'Ignazio