Sei anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici è quello che ha chiesto la pubblica accusa per l'imputato Silvio Berlusconi per i reati di concussione e prostituzione minorile nel processo Ruby.

Ilda Boccassini non risparmia critiche alle azioni politiche che hanno accompagnato questo processo come l'occupazione del palazzo di giustizia di Milano, luogo in cui è in corso il processo, l'11 marzo scorso da parte dei parlamentari del Pdl in difesa di Silvio Berlusconi e contro una giustizia definita “di parte”. Una difesa continua che si fa ancora più decisa all'indomani del pronunciamento dell'accusa.

Le truppe azzurre si mobilitano. In prima linea Nitto Palma: "Al momento la richiesta del pubblico ministero Ilda Boccassini, richiesta di parte, lascia non indifferenti perplessità", commenta il discusso presidente della Commissione Giustizia del Senato. "Nell'eventualità in cui si dovesse realizzare quanto richiesto da Ilda Boccassini - continua - sarebbe il primo caso nel mondo occidentale di un leader politico escluso dalla politica non per il dissenso degli italiani, ma per via giudiziaria".

"È in corso un attacco politico - sostiene Daniele Capezzone, presidente della commissione Finanze alla Camera - contro un leader scelto democraticamente da dieci milioni di italiani".

"Vogliamo tenere separate le questioni giudiziarie dalle vicende politiche", dice l'ex ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Mentre per Nunzia De Girolamo si tratta dell'ennesimo "processo mediatico".

Il Pd, dopo ore di silenzio interviene con Luigi Zanda, presidente dei senatori democratici: "Il rispetto che si deve alla nostra magistratura è un dovere per tutto il Paese, ma è un dovere precipuo per noi che sediamo in Parlamento".

Lisa D'Ignazio