Duecento fotografie in bianco e nero per raccontare mondi sconosciuti e spesso cancellati dalla cartina geografica che l’occidente conosce. Sono le opere di Sebastiao Salgado esposte da oggi 15 maggio fino al 15 settembre presso il museo dell’Ara Pacis a Roma. Il fotografo è conosciuto in tutto il mondo per i suoi lavori di denuncia di vite di povertà, guerra, emarginazione e immigrazione. La storia del secondo Novecento passa attraverso le sue immagini. Documenta la rivoluzione del Portogallo, la guerra coloniale in Angola e in Mozambico. Immagini che raccontano storie trascurate dai media tradizionali come la vita delle campagne in America Latina, nel suo libro “Other Americas”.
L’impianto umanitario e sociale dei suoi reportage torna anche in questa mostra in cui il fotografo descrive un’umanità sconosciuta ma sana e vitale, il cuore del mondo che resiste alla corsa all’omologazione. Partendo dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia Salgado giunge alla scoperta dei tesori della Nuova Guinea e ai ghiacciai dell’Antartide fino ai deserti dell’America e dell’Africa e alle montagne del Cile e della Siberia.
Lisa D'Ignazio