Una sconcertante superficialità ed incompletezza sono queste le due caratteristiche riscontrate dal Gup del tribunale dell’Aquila Giuseppe Grieco nel progetto originario dell’ingegnere Claudio Botta del palazzo della Casa dello Studente, come si legge nelle motivazioni della sentenza che ha portato alla condanna di quattro tecnici. Sono stati condannati a quattro anni Bernardino Pace, Pietro Centofanti e Tancredi Rossicone, due anni e mezzo per Pietro Sebastiani.

“Tutto cio' si pone, - spiega il gup - come ampiamente riconosciuto dalla professoressa Mulas (consulente del Gup), quale sicura causa, in aggiunta alla scossa del terremoto della morte degli 8 studenti che quella notte dormivano sonni tranquilli, perché rassicurati, nelle loro stanze del dormitorio universitario.

"E' evidente - si legge nelle motivazioni - che se non ci fosse stata la forte scossa sismica del 6 aprile 2009, quegli errori non avrebbero determinato, verosimilmente nessun problema per ulteriori cinquant'anni. Viceversa, il forte scuotimento provocato dalla scossa di terremoto su un edificio cosi' pesantemente vulnerabile, ha costituito la genesi della tragedia”

Non sono bastati gli errori strutturali, ma ad essi si aggiunti come si legge dalla relazione del Gup, anche quelli degli interventi degli anni successivi che ne hanno cambiato la destinazione d'uso. Secondo la giustizia aquilana è stato l'uomo e non la natura a causare la morte di 8 studenti universitari la notte del 6 aprile del 2009.

Lisa D'Ignazio