« La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. »

Così diceva Giovanni Falcone il magistrato antimafia di cui domani 23 maggio ricorre il ventunesimo anniversario dalla scomparsa avvenuto con la strage di capaci, nell’attentato terroristico sull’autostrada A29 in cui insieme a lui persero la vita la moglie Francesca Morvillo, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

In quel momento la bandiera dell’antimafia veniva stracciata e lo Stato, quello non collusso, veniva seppellito sotto le macerie di Capaci. Domani molti studenti delle scuole di tutt’Italia ricordano quello che non riuscirono a vedere con i propri occhi, ma che portano come esempio di indipendenza e libertà.

Lo faranno da Cosenza a Mappano, in provincia di Torino, dall’Aquila a Palermo dove molti di loro si recheranno domani in occasione dell’anniversario della Strage.

“Basta con le stragi” è lo slogan scelto per lo striscione dagli studenti del liceo scientifico “Fermi” di Cosenza. La scuola è una delle due vincitrici calabresi del concorso “Nave della legalità” promosso dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone.

Dall’Aquila infine arriva la testimonianza degli studenti del liceo artistico “Fulvio Muzi” vincitore della selezione abruzzese del concorso “Sconfiggere le mafie nella mia regione”.

Lisa D’Ignazio