E’ in quel periodo che con la sua band (il nome “Little Tony and his brothers”), formata da lui e dai fratelli, che lo avevano seguito su invito dell’ impresiaro inglese Jack Good, che lo aveva notato durante uno spettacolo al Teatro Smeraldo di Milano, incide Lucille, Johnny B. Good, Shake rattle and roll ed altri brani che entrano a far pate della colonna sonora di vari film, da Blue Monday a Il gangster cerca moglie, da Che tipo rock a I teddy boys della canzone.
Poi il ritorno a Milano, con ul look alla Marlon Brando, gli occhiali da sole ed un contratto, ma da fame, con la Durium.
Fu il fratello Enrico (suo chitarrista storico, ma anche storico componente delle colonne sonore di Ennio Morricone) a convincerlo a cantare in italiano.
Così comincia faticosamente a farsi notare, con “24 mila baci” cantata in coppia con un altro giovane rivoluzionario del Sud, Adriano Celentano, al Festival di Sanremo del 1961 e al Cantagiro, l’anno dopo, c on il brano So che mi ami ancora, che però fu un parziale flop, fino al successo di “Riderà”, che nel 1965 vende più di un milione di copie.
Da quel momento Adriano Ciacci, alias Little Tony, diventa uno dei cantanti più acclamati del Bel Paese, con il momento magico negli anni ’60, un successo più temperato nel decemnnio successivo e poi la partecipazione a trasmissioni di revival, riproponendo un personaggio che il pubblico non ha mai smesso di amare.