18 anni di reclusione: è questa la pena inflitta ieri dalla corte d’Appello al manager svizzero Stephan Schmid heiny per disastro doloso nel processo Eternit sulle vittime dell’amianto. In primo grado era stato condannato a 16 anni. La corte ha anche segnato provvisionali per 20 milioni di euro alla Regione Piemonte ed oltre 30, 9 milioni di euro per il Comune di Casale Monferrato.
Il magnate svizzero è rimasto l’unico imputato in questa vicenda dopo la morte il 21 maggio scorso del barone belga De Marchienne, a 92 anni.
Schmid heiny è stato condannato per il periodo in cui gestì l’azienda successivo al 1966 e fino al 1985 nei vari stabilimenti di Casale (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Bagnoli (Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia).
Simbolo delle vittime dell’amianto e dei loro familiari, tutti in prima fila al processo Eternit, Romana Blasotti Pavesi, presidente dell'Afeva, Associazione familiari e vittime dell'amianto, di Casale Monferrato. A causa dell'amianto, la signora Blasotti, 84 anni, ha perso cinque familiari, tra cui marito e figlia.
Se le sentenze non si commentano questa volta però il Pm di Torino Raffaele Guariniello si lascia sfuggire la sua soddisfazione. «Non è che uno sia mai contento delle sentenze di condanna – commenta - ma questa è un grande messaggio lanciato al nostro Paese e ai Paesi di tutto il mondo».
Lisa D'Ignazio