E’ il giorno della verità, o almeno di una parte di verità quella giudiziaria, la prima per Stefano Cucchi. Oggi pomeriggio è attesa la sentenza di primo grado del processo sulla morte di Stefano Cucchi, geometra romano di 31 anni, deceduto dopo essere stato arrestato per droga nel settembre del 2009. Dopo quattro anni i genitori che hanno visto la vita del proprio figlio scomparire da un giorno all’altro e il suo corpo ridursi in lividi e macchie rosse attendono una prima risposta dallo Stato, lo stesso che quella notte prese in custodia il loro figlio.
Per quella morte 12 persone sono alla sbarra: sei medici, tre infermieri e tre agenti penitenziari a vario titolo e a seconda delle posizioni, accusati di abbandono di incapace, abuso d'ufficio, favoreggiamento, falsità ideologica, lesioni e abuso di autorità. Per il pm Stefano Cucchi fu ammazzato dal pestaggio di cui fu vittima all’interno del tribunale capitolino mentre era in attesa dell’ udienza di convalida. Poi fu abbandonato a se stesso, furono ignorate le sue richieste di avere assistenza sanitaria. Fu lasciato morire.
Bisogna aspettare oggi pomeriggio per capire se il giudice scriverà il nome di Cucchi, vicino a quello di Uva e Aldrovandi e di molti altri nomi e persone che non sono uscite ancora dall’oblio.
Lisa D'Ignazio