Il giorno dopo la giornata mondiale dell’Ambiente bisogna fare il punto su come sta il nostro pianeta. I dati sono allarmanti e sono tutti di colore rosso.
In Italia continua il consumo di suolo (8 metri quadrati al secondo vengono impermeabilizzati), di aria (8 mila morti da smog nelle 13 principali città), di acqua (230 litri a testa, quasi il doppio dei tedeschi). Nel mondo si sono appena superate le 400 parti per milione di anidride carbonica in atmosfera e questo record geologico (non succedeva da oltre 3 milioni di anni) comporta scompensi a catena sulla biodiversità, sul ciclo idrico, sulla fertilità dei suoli, sul livello dei mari.
Il nostro Pianeta ha impiegato miliardi di anni per immagazzinare l’anidride carbonica, oggi noi con il nostro comportamento stiamo facendo il contrario, prendiamo l’anidride carbonica conservata e la immettiamo nell’atmosfera creando le condizioni per la distruzione di Gaia. La buona notizia è che nei prossimi 17 anni si prevede che il 70% della nuova potenza elettrica verrà dalle rinnovabili incrinando il monopolio dei combustibili fossili responsabili della maggior parte delle emissioni serra.
La giornata dell’ambiente è un’ occasione per riflettere sui limiti dell’attuale modello di sviluppo e su cosa scegliere ogni giorno per crearne uno alternativo e sostenibile, non solo a parole.
Lisa D'Ignazio