Una maggioranza può cambiare la vita. Questa volta trasforma l’esistenza di persone che già dalla società ricevono quotidianamente dimostrazioni di incomprensione. Sono le persone disabili che con la legge 220/12 che entrerà in vigore dal prossimo 18 giugno avranno ancora più difficoltà nel richiedere l’eliminazione delle barriere architettoniche nei condomini compresa l’istallazione di un ascensore.

La legge infatti stabilisce che in materia di rimozione delle barriere architettoniche negli spazi comuni occorre  la maggioranza degli intervenuti in assemblea condominiale che rappresentino la metà delle persone presenti nel condominio. Con la vecchia legge c’era bisogno solo dell’approvazione da parte di un terzo dei partecipanti del condominio.

Le associazioni di persone disabili come i siti internet che si occupano di diritto e disabilità commentano la legge in maniera unanime come di “un passo indietro”.

“Un altro passo indietro verso il diritto all'autonomia e alla libertà personale” scrive Simona Petaccia di Diritti diretti onlus sul blog Legafax.

Rendere ancora più difficile la vita di un disabile è un modo per escluderlo dalla vita sociale, e da quella decisionale, significa , cioè, aggiungere un’altra disabilità a quella che già ha.

Lisa D’Ignazio