La casa, il bene primario degli italiani, diventa ogni giorno di più un bene di lusso per giovani coppie che a stento riescono ad affittare un immobile. Negli ultimi cinque anni si è sostanzialmente dimezzata l’attività costruttiva e immobiliare in Italia.
Lo rivela la fiera dell’immobiliare, Milano Eire 2013, che si è chiusa ieri dopo la tre giorni di riflessioni e approfondimenti tra il meglio dell’immobiliare italiano e 83 società straniere, e che giunta alla sua nona edizione si conclude con un bilancio più amaro degli anni passati.
Il peso del comparto sull’intera economia – rappresentato dall’attività di costruzione, da quella immobiliare e dalla produzione di redditi da locazione – è calato in soli quattro anni di due punti percentuali del Pil. Da ciò emerge che dei 5,1 punti percentuali che misurano l’arretramento reale del Pil nazionale, almeno il 40% del totale è da attribuire alla caduta dell’attività immobiliare con una perdita di più di 500 mila posti di lavoro.
Il Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, che ha aperto i lavori della fiera, ha sottolineato l’importanza di aprire le porte dell’immobiliare italiano agli investimenti internazionali. “Oggi gli investitori stranieri sul territorio italiano sono ancora pochi. – ha detto il Ministro - E’ necessario che il governo chiami i fondi internazionali per ascoltare le loro esigenze, intraprendendo politiche sul territorio”.
Lisa D’ignazio