Incita alla rivolta il giovane industriale Jacopo Morelli, presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, durante l’intervento di apertura del convegno annuale di Santa Margherita. “Senza prospettive per il futuro - avverte - l'unica prospettiva diventa la rivolta. Le istituzioni democratiche vengono contestate e possono arrivare alla dissoluzione, quando non riescono a dare risposte concrete ai bisogni economici e sociali".
Per i giovani industriali manca la speranza perché manca un progetto di futuro, una prospettiva a lungo termine su quella che sarà l’Italia.
Non si può più aspettare e chi come questo governo non fa nulla si rende colpevole. Le prime mosse dell’esecutivo non sembrano convincere i giovani imprenditori di Confindustria. Loro chiedono meno tasse sul lavoro mentre il dibattito politico è ancora legato alla scelta tra togliere o meno l’Imu. Ricorda Jacopo Morelli la priorità dovrebbe essere “il livello di tassazione su lavoro e imprese” - e aggiunge - "120 miliardi di evasione fiscale sono una ferita, 60 miliardi di corruzione sulle spalle del nostro paese sono un macigno". Il leader dei giovani industriali propone quindi l'introduzione di un reddito minimo a tempo per chi perde il lavoro. Morelli ricorda che senza uguaglianza sociale non c’è futuro né per i lavoratori né per le imprese.
L'Italia è attraversata dalle disuguaglianze sociali, avverte Morelli - "Solo l'8,5% dei figli di operai diventa imprenditore, dirigente o libero professionista. E' inaccettabile".
Lisa D’Ignazio