Nuovo maxi sequestro di beni ai danni di Angelo Balducci, ex provveditore alle Opere pubbliche, per oltre 13 milioni di euro. Il sequestro è stato eseguito da Finanzieri del Comando Provinciale di Roma.

Il decreto di sequestro è stato disposto dal Tribunale di Roma, su richiesta del Procuratore capo Giuseppe Pignatone e i sostituti Procuratori Ilaria Calò e Roberto Felici. I beni, oltre a Balducci, erano intestati alla moglie Rosanna Thau e ai figli Lorenzo e Filippo. Le conclusioni del Tribunale si fondano sulle risultanze delle molteplici indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Roma, di Firenze e di Perugia, all'esito delle quali è stata anche emessa sentenza di condanna nonché misure cautelari personali e reali nei confronti del Balducci per gravissime e ripetute condotte di corruzione, abuso d'ufficio ed associazione a delinquere. Illeciti commessi quando Balducci rivestiva le funzioni di Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e anche nella sua veste di figura apicale del Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con competenza in materia di assegnazione degli appalti relativi ai cosiddetti «Grandi Eventi»: Mondiali di nuoto 2009, vertice G8 all'isolo de La Maddalena, Celebrazioni del 150 anniversario dell'Unità d'Italia.

Gli aquilani ricorderanno bene il nome di Angelo Balducci, salito alla ribalta delle cronache dopo laq pubblicazione di alcune intercettazioni risalenti ai giorni del dopo terremoto che il 6 Aprile del 2009 devasto' L'Aquila e la sua provincia. In quell'intercettazione, risalente all'11 Aprile 2009, Balducci, in una lunga conversazione con Anemone "fa pesare il fatto che si è fatto promotore per l'inserimento delle imprese di Anemone nei lavori post terremoto ed esce allo scoperto pretendendo in cambio che il figlio Filippo goda di qualche ulteriore beneficio. Filippo troverà una sistemazione lavorativa, assieme ad un appartamento romano con tanto di lavori di ristrutturazione e una BMW da 71mila euro.  Attesa per le mosse di Angelo Balducci si capisce anche da un'altra telefonata, anche questa indimenticabile per i cittadini aquilani, tra Francesco Maria Piscicelli e suo cognato Gagliardi, la famosa telefonata di chi rideva alle 3e32 del 6 Aprile 2009, in cui Piscicelli spronava Gagliardi a sbrigarsi nel procacciare appalti alla Ferratella, sede operativa della Protezione Civile a Roma, per la messa in sicurezza dell'aquilano.