Calvagna firma una storia popolare ambientata in una palestra. "E' da un anno che non posso uscire di casa. Questo è stato un film per la libertà, almeno potevo uscire e andare a girare in palestra". Così il regista Stefano Calvagna, in libertà vigilata dopo aver subito un tentato omicidio e dopo essere stato arrestato dalla polizia con varie accuse tra cui quella di essersi organizzato un attentato da solo, presenta il suo film Rabbia in pugno, che usce oggi nelle sale. "Ho avuto molti problemi a trovare persone che volessero partecipare a questo progetto"- sottolinea Stefano Calvagna. "Non è per niente facile girare un film in queste condizioni, anche perché né i distributori né gli esercenti rispondevano al telefono", prosegue il regista che è stato definito dalla critica "il Quentin Tarantino italiano".
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