Le persone disabili, le mamme con i passeggini, i turisti carichi di valigie trovano gli ascensori sempre spenti nella metro B di Roma.Il motivo? Mancano gli addetti in grado di azionarli. Così chi non può scendere le scale deve rivolgersi al personale del box all’ingresso e aspettare che rintraccino “l’omino dell’ascensore” che si sposta di stazione in stazione ogni volta che viene chiamato. L’attesa può durare anche un’ora. Un disservizio grave soprattutto per chi come Mara Ruggieri, 67 anni, si sposta su una sedia a ruote e utilizza la metro per andare dal medico. Mara ha solo poche ore a settimana in cui può uscire accompagnata dall’assistente domiciliare e passa la maggior parte del tempo ad aspettare l’ascensore