Miriam López, 30 anni e madre di quattro bambini cerca giustizia per gli abusi subiti. È stata torturata e violentata da soldati messicani e imprigionata per sette mesi sulla base di accuse false.Il 2 febbraio 2011, Miriam aveva appena lasciato i bambini a scuola quando due uomini in passamontagna l’hanno costretta a entrare in un furgone bianco e l’hanno portata in caserma. Qui l’hanno torturata e violentata per estorcerle una “confessione” riguardo un traffico di droga.

Dopo una settimana di torture, è stata detenuta per 80 giorni prima che le venisse formalizzata l’accusa di reati collegati al traffico di droga. È stata rilasciata il 2 settembre 2011, quando l’accusa è caduta per mancanza di prove.
Miriam ha denunciato quanto subito e identificato alcuni responsabili, ma nessuno è stato portato davanti alla giustizia.

La tortura è il metodo privilegiato dalla polizia messicana per indagare; vi fa ricorso affinché gli interrogati sottoscrivano confessioni, che incriminano loro o altre persone, usate poi come prove nei procedimenti penali

Amnesty International, sul sito www.firmaperunamico.it, invita chiunque abbia a cuore i diritti umani a firmare gli appelli proprio come se lo si stesse facendo per un’amica imprigionata ingiustamente, per un amico gay o per un familiare ‘colpevole’ di aver espresso senza paura le proprie critiche al Governo o la propria opinione.