Il reliquiario e' stato ricomposto dal vescovo ausiliare dell'Aquila Giovanni D'Ercole che ha partecipato questa mattina alla conferenza stampa A ricostruire la dinamica del furto sacrilego e' stato il dirigente della squadra mobile Maurilio Grasso. Gli investigatori ieri avevano ritrovato, su segnalazione dei giovani ladri incastrati dai tabulati telefonici, la teca contenente l'ampolla spaccata in due dove era custodita la reliquia e il crocifisso. Il tutto gettato dietro un cespuglio nei pressi del Sert, nell'ex ospedale psichiatrico di Santa Maria di Collemaggio. Un angioletto, invece, che era posizionato sopra la piccola urna, era stato recuperato nell'abitazione di Tempera di uno dei tre indagati, tutti conosciuti alle forze dell'ordine. Il vescovo D'Ercole si e' detto "felice" del rinvenimento. Mancavano solo i filamenti di seta dorata che sostenevano, attraverso una cucitura, il sacro resto nella teca ma, questa sera sono stati rinvenuti sotto un letto. A questo punto le indagini della squadra mobile possono considerarsi concluse.