Era il 31 marzo del 2009 quando la Commissione Grandi Rischi si riunì a L’Aquila, nella sede regionale di Palazzo Silone, per valutare la pericolosità dello sciame sismico che stava affliggendo il territorio aquilano. Il risultato di quella riunione fu un messaggio che rassicurava i cittadini, escludendo la possibilità che le numerose scosse di quel periodo fossero precorritrici di un forte evento. Come sappiamo, purtroppo, le cose sono andate diversamente e appena una settimana dopo quella riunione, lo sconvolgente sisma del 6 aprile ha distrutto la città, portandosi via con sé 309 vite. Da allora, è iniziata la battaglia dei comitati cittadini, per spingere la magistratura a riconoscere le responsabilità penali dei sette componenti della Commissione, alla ricerca di una giustizia almeno parziale, per quelle persone che presero la fatale decisione di rimanere in casa quella maledetta notte, convinti proprio dalle rassicurazioni degli scienziati.
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