Poco meno che trentenni, alcuni apparentemente ancora smarriti di fronte ad una realtà tutta nuova e soprattutto così distante dalla terra d'origine, i giovani migranti che incontriamo al Centro Servizi per il Volontariato dell'Aquila, salutano con il sorriso e una profondità negli occhi che trasmette tutte le emozioni forti vissute nel lungo viaggio, quello della speranza, della vita o della morte. Ora quì sono davvero felice - racconta Elvis, nigeriano, 28 anni, in procinto di recarsi al lavoro, in un ristorante aquilano. In Nigeria i conflitti civili sono sanguinosi, ordigni artigianali esplodono nei centri abitati provocando la morte di decine di civili ogni giorno, il paese è sotto l'assedio dei terroristi di Boko Haram, un'organizzazione terroristica jihadista che Elvis nomina spesso durante l'intervista.