L’attesa è durata praticamente un anno e mezzo, da quando cioè il governo si è insediato a Palazzo Chigi, ma la prima visita da primo ministro di Matteo Renzi a L’Aquila probabilmente passerà alla storia soltanto per le proteste, il pessimo servizio d’ordine, le cariche probabilmente eccessive della polizia e per i quattro feriti. L’Aquila rimane però una città che a sei anni e mezzo dal 6 aprile 2009 è ancora pesantemente terremotata e imprigionata all’interno delle reti di una ricostruzione sempre difficoltosa e ancora lontanissima dall’essere completata.  Per questo motivo è un peccato, che nel giorno in cui per la prima volta dal suo insediamento il governo metteva, seppur per pochi minuti dopo troppo mesi di silenzio L’Aquila al centro dell’agenda politica, la scena se la siano presa contestatori, che si facevano megafono di istanze più che legittime e meritevoli di rispetto, ma che poco o nulla centrano con la situazione che sta vivendo la città e con quelle che sono le sue immediate necessità.