E’ il giorno della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A L'Aquila, in un clima alterato dai fatti di cronaca nera e giudiziaria, primo tra tutti l’attentato terroristico di Parigi, l’arrivo del giurista, di origini siciliane, è previsto alla Casa dello Studente. Lo scranno più alto del governo italiano arriva puntuale ai piedi del monumento realizzato in memoria delle giovani vite spezzate sotto le macerie della Casa dello Studente. Un saluto silenzioso ai parenti delle vittime, alcuni in lacrime di fronte alle rovine dell’immobile e al dolore che la perdita di un figlio può rendere immortale. “Le tragedie che hanno colpito la Francia con gli attentati di venerdì sera e L'Aquila con il terremoto sono due aspetti che, nonostante tutto, devono incitare tutti a ricominciare” dirà più tardi Mattarella. Il Presidente della Repubblica depone una corona e si ferma in silenzio per pochi istanti su Via XX Settembre e poi via insieme agli uomini della scorta verso la seconda tappa della giornata aquilana densa di appuntamenti. L’ex vice segretario della Democrazia Cristiana negli anno d’oro della DC dopo l’inaugurazione dell’Anno Accademico a Coppito visita un altro luogo simbolo del dolore, la frazione di Onna ancora devastata e lontana dalla ricostruzione cosiddetta pesante. Alla domanda riguardante le numerose inchieste sulla ricostruzione il Presidente della Repubblica non risponde nonostante la domanda di tiKotv e nonostante la lettera di Libera inoltrata proprio in occasione della visita. Libera, l’Associazione contro le Mafie, fondata da don Ciotti, invita ancora una volta ad accendere i riflettori sul "Modello L'Aquila".
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