Gli impianti sciistici del Gran Sasso sul versante aquilano sono chiusi, gli unici in tutto l’Appennino. Niente neve, niente prenotazioni negli alberghi, e niente sciatori sulle piste.
Secondo le denunce, le perdite per albergatori, ristoratori, noleggiatori di attrezzature invernali, e anche per tutto l’indotto (lavanderie, fornitori di derrate alimentari), vanno dal 70 al 100% dei fatturati rispetto allo stesso periodo delle passate festività, come spiega l’albergatore di Asserg Roberto Santini.
La priorità, adesso, è stabilire un percorso preciso di rilancio del Gran Sasso, realizzare un impianto di innevamento programmato (a Campo Imperatore non c’è, a Prati di Tivo, versante teramano del Gran Sasso, invece, sì) e rimettere in carreggiata il piano del Parco, dice Luigi Faccia, referente per i maestri di sci della frazione di Assergi.