Dal "Veronica Bucket", il secchio con rubinetto per lavarsi le mani, al "Tippy Tap", con corda, pedali e tanica bucata, senza nemmeno bisogno di toccare il rubinetto: sono alcune delle soluzioni, nate nelle comunita', "dal basso", in rassegna e aggiornamento su un portale nato in Italia per raccontare la lotta dell'Africa al coronavirus. Del progetto si e' parlato oggi nel corso di un webinar promosso dai suoi ideatori, lo studio di architettura parmigiano Taxibrousse e l'associazione Le Reseau. Il portale e' nato anche in reazione alle parzialita' o alle distorsioni di alcuni resoconti giornalistici in Italia e in Europa. "Siamo partiti con un gruppo Facebook circa due settimane fa" ha spiegato Federico Monica, "urban planner" di Taxibrousse, esperto di progetti per la cooperazione internazionale. "Quando l'epidemia iniziava ad arrivare in Africa si tendeva a guardare al continente con toni catastrofici, parlando di una possibile ecatombe, un atteggiamento giustificato solo da un certo punto di vista; poi pero' ci arrivavano immagini e testimonianze di auto-organizzazione dal basso, con piccoli interventi con i quali le comunita' diffondono buone pratiche". Iniziative, queste, raccolte all'indirizzo web https://www.covidfree-toolkit.org/. "Il sito ha affiancato il gruppo Facebook, che ha gia' 541 membri attivi, in provenienza da 32 Paesi dell'Africa" spiega Monica: "Ci sono tanti interventi, non solo da Roma e Milano, come e' normale per un'iniziativa nata in Italia, ma anche da capitali subsahariane, come Dakar, Addis Abeba e Nairobi". Al progetto partecipa Le Reseau, associazione presieduta da un altro parmigiano di adozione, l'italo-burkinabe' Adrien Cleophas Dioma. "Abbiamo letto molti articoli allarmistici, scritti da chi non tiene in conto ne' la resilienza ne' la creativita' delle comunita' africane" la sua premessa. "Mi viene in mente una app creata in Burkina Faso per testare la temperatura corporea in chiave anti-coronavirus e la risposta degli stessi governi, che si sono impegnati subito sul terreno della prevenzione, nella consapevolezza delle carenze dei sistemi sanitari locali".