Nella città che ospita la salma di Karl Heinrich Ulrichs, un pioniere del movimento di liberazione omosessuale, è stata approvata stamane dal consiglio comunale dell'Aquila la delibera relativa al riconoscimento delle unioni civili, con l'istituzione del Registro e l'approvazione del Regolamento con 19 voti favorevoli, 2 contrari e 3 di astensione.
L'ampio dibattito sulla parità dei diritti tra eterosessuali ed omosessuali promosso dagli attivisti, acronimo che sta per Lesbiche, Gay, Bisessuali, Trangender e Queer, ha fatto sì che numerosi Paesi si siano dotati della legislazione delle unioni civili.
Grazie a quest'importante provvedimento da oggi all'Aquila si è meno diseguali dai cosiddetti “normali sposati”. Nonostante qualcuno anche dentro il Consiglio comunale pensa che la normalità sia un requisito degli eterosessuali come il consigliere aquilano Giuseppe Ludovici dell'Api che contrario alle unioni civili ha definito l'omosessualità “una malattia, qualcosa di non legale e non normale”.
L'Italia invece è ancora divisa sulla questione dei Dico mai approvati.
Un gap, invece, superato nei paesi europei più avanzati.
Certi Paesi hanno adottato l'unione registrata per coppie sia etero che omosessuali. In Francia sono stati approvati i Pacs , i Paesi bassi, il Belgio e la Spagna oltre alle unioni civili, hanno aperto il matrimonio alle coppie dello stesso sesso per realizzare la parità perfetta tra etero e omosessuali.
All'Aquila chi si iscrive al Registro e' equiparato al "parente prossimo" del soggetto con cui si e' iscritto ai fini della possibilita' di assistenza. Il Comune rendera' disponibili, sul proprio sito (www.comune.laquila.it) le informazioni e la modulistica per l'iscrizione e la cancellazione. L'iscrizione, che e' gratuita, puo' essere richiesta da due persone, non legate tra loro da vincoli di parentela o matrimonio, residenti anagraficamente da almeno un anno nel Comune dell'Aquila e coabitanti almeno dallo stesso periodo di tempo e quindi inseriti nello stesso nucleo familiare.