Due corpi riversi a terra, carbonizzati. Di solito siamo abituati, noi italiani a vederli in televisione, vivi ma “sbagliati” come definiamo gli immigrati. Ai più da fastidio ricordare che esistono e anche che muoiono in migliaia nel cimitero della miseria, il Mar Mediterraneo.

Questa volta sono morti di una morte inconsueta per quelli come loro, i due immigrati ritrovati carbonizzati a Giugliano in provincia di Napoli, tra immondizia e cenere, in quel che resta della loro rifugio di cartoni e vecchie coperte. Di loro non si sa nulla, erano due invisibili, uno dei due si faceva chiamare Alessandro.

Abitavano da due anni almeno sotto i piloni dell’Asse mediano, in via Santa Caterina da Siena, a Giugliano.

Sono rimaste a ricordarli le immagini di una telecamera installata nelle scorse settimane proprio per contrastare lo sversamento illecito dei rifiuti destinati ad essere bruciati. Consuetudine che potrebbe essere una probabile causa della morte dei due immigrati.