il processo d'appello per il rogo Thyssen si è concluso così. Con i Familiari dei sette operai morti nel 2007 che gridano tutto il proprio dolore nei confronti degli imputati e dei giudici.
Il principale imputato, l'amministratore delegato dell'azienda siderurgica, non è più accusato di omicidio volontario ma di omicidio colposo con colpa cosciente. In pratica la sua pena viene ridotta da 16 a 10 anni. Stesso metro di giudizio applicato per tutti gli imputati, con pene ridotte a sette anni per gli altri dirigenti del consiglio di amministrazione e otto anni per il direttore dello stabilimento Raffaele Salerno.
L'incidente risale al 6 dicembre 2007, quando da una vasca fuoriesce dell'olio bollente in pressione. L'alta temperatura del liquido genera un forte incendio che coinvolge sette operai. Il primo muore subito, mentre gli altri nei giorni successivi.
La sentenza d'appello stride con il processo di primo grado, durante il quale il pm Raffaele Guariniello ipotizzò per la prima volta il reato di omicidio volontario con dolo eventuale.