“Una donna deve avere soldi e una stanza tutta per sé se vuole scrivere
romanzi”: scriveva Virginia Woolf nel saggio “Una stanza tutta per sé”
pubblicato per la prima volta nel 1929.
A quasi un secolo di distanza la condizione delle donne è cambiata molto, ma
resta ancora un anello mancante nella lotta per i diritti umani in tanti parti
del mondo.
Oggi in quella che alcuni chiamano Festa della Donna e altri Giornata
Internazionale della Donna, il genere femminile non è solo ricordato per la sua
storia travagliata e sempre ai margini della società, ma anche per i pregiudizi
e le difficoltà che una persona solo perché donna deve affrontare ancora oggi
ogni giorno.
Quest'anno il tema che contraddistingue la giornata rispetto
agli altri anni è quello della violenza di genere. Si parla
ad alta voce del femminicidio, della violenza dell'uomo molto spesso
dentro le mura di casa, di tutte quelle violenze taciute troppo a lungo per
vergogna, per pudore, per paura.
In Italia Solo a metà del 2012 sono più di 80 le donne uccise in Italia dai
loro compagni. 137 nel 2011. Una ogni tre giorni.
In italia Livia Turco insieme ad un gruppo di sindaci donna depone una corona
di mimose per la festa della donna all'Altare della Patria a Roma.
Mentre le associazioni Casa internazionale delle donne e 'A Sud' premiano
cinque attiviste italiane. 'Pace e ambiente' è il premio conferito per
l'impegno nella difesa dell' ambiente e contro la violenza.
In india, luogo in cui la rabbia delle donne si è manifestata con più forza,
nella giornata odierna sta avvenendo una manifestazione per chiedere più
sicurezza e leggi più severe contro le violenze, dopo lo stupro di gruppo del
16 dicembre scorso su una ragazza di 23 anni, e la sua successiva morte.
Il fenomeno della violenza sulle donne non è nuovo neppure nelle strade
egiziane,soprattutto dopo la rivoluzione del 25 febbraio 2011, dove si è
diffuso il cosiddetto “terrorismo sessuale” fatto di molestie e stupri da parte
di uomini dei confronti delle donne che osano manifestare.
La giornata della donna in Italia fu festeggiata per la prima volta nel 1922
Fin quando ci sarà bisogno di affiancare al ricordo della condizione di
inferiorità della donna propria della società patriarcale, la denuncia di
contemporanee violazioni nei confronti della donna questa sarà più che una
festa un requiem, un grido d'allarme, un appello a non abbassare la guardia.