I nipoti del terremoto si raccontano. Succede in Irpinia a 32 anni dal terremoto che nel 1980 provocò quasi 3000 vittime. Le conseguenze di quell’evento sono impresse sulla pelle dei nipoti di quella sera del 23 novembre e raccontate nel libro “Lucantropi”. Il libro, edito da Fondazione MIdA e sostenuto dalla Regione Basilicata, è un istant book che raccoglie le lettere di 50 ragazzi di cinque istituti superiori.
Cos’è la Lucania, oggi. E cos’era ieri, all’indomani del sisma dell’80. L’arrivo del petrolio e dei sogni di carta. Le occasioni mancate, e quelle inseguite.
“La Basilicata è una delle regioni più isolate d’Italia, e di questa solitudine celatamente si bea. Io no. E per questo vado via”. Scrive Vincenzo Perruolo dell’ istituto “Peano”.
Nonostante le difficoltà di vivere in terre così dure e isolate, c’è anche la Lucania che rifiorisce, che non molla, che tenta di sopravvivere allo spopolamento proprio di tutti i piccoli paesi d’Italia.
“La Basilicata è come una Ferrari che sfreccia su mulattiere infinite. Affonda il pedale, ma s’inchioda di continuo nei vuoti del compromesso con la natura”, queste le parole della giovane Andrea Stefania Larito dell’istituto Leonardo Da Vinci.