Sono 50 anni che il movimento di neoavanguardia letteraria Gruppo 63 è stato fondato. Una delle voci del gruppo era il poeta a cui L'Aquila tributerà domani la Giornata mondiale della Poesia, Edoardo Sanguineti, all'interno della manifestazione aquilana “lapoesiamanifesta!”.
“la
poesia è ancora praticabile: io me la pratico, / lo vedi, in ogni
caso, praticamente così: /con questa poesia molto quotidiana”:
così definisce la sua ars poetica Sanguineti in un componimento di
Postkarten, la raccolta di poesie del 1978. La scrittura di
Sanguineti si nutre infatti di una concretezza fitta di cose e
presenze quotidiane che si spostano dall'intellettualismo dei primi
esordi al diarismo dei libri successivi.
In tutta la città risuoneranno i versi della poesia di Sanguineti con numerose iniziative e letture. A partire da domattina con un'incontro al Liceo Classico Cotugno tra studenti e due scrittori, l'aquilano Enrico Macioci e Giuseppe Martella.
Nel pomeriggio alle ore 17 al Palazzetto dei Nobili ci sarà la presentazione del libro “Ballate” di Sanguineti con numerosi interventi critici e letture poetiche. In contemporanea ci sarà presso la Piazza dei Gesuiti la video istallazione “Nuvole”.
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E infine alle ore 21 appuntamento presso il circolo ARCI a Piazza D'Arti con letture poetiche libere ad alta voce e intermezzi musicali.
Il verso di Sanguineti è amplissimo ed eternamente giocato su continue cesure, forma ripresa dall'autore del murales dedicato al poeta che sta abbellendo le mura di viale Ovidio.
“Dico che lascio parole d'amore: /dico quelle che scrissi e che non scrissi, /dico quelle che dissi e che non dissi, /quelle che pensate e non pensate, /ma che, a pensarci, però, ci pensavo: /quando avrò lingua di cenere e polvere,/con quattro corde di vermi vocali,/ ci potrà fare, quella, il suo conforto”.