Trisomia 21: è questo il nome della malattia più comunemente nota come Sindrome di Down, le persone che hanno un cromosoma in più nella coppia identificata, appunto, con il numero 21. E proprio oggi 21 marzo si celebra la Giornata Mondiale della Sindrome di Down. Nonostante gli sforzi che quotidianamente associazioni e singoli individui fanno per restituire dignità alle persone down, la nostra è ancora una società che non sa vivere con la diversità.

Quella di oggi non è solo una festa, ma anche un momento di riflessione a cui sono chiamati tutti per riflettere sulla disabilità in generale e la sindrome di down in particolare.

Non mancano tuttavia gli esempi positivi di chi è riuscito a superare pregiudizi e barriere sociali, come la storia di Anna, Simone e Viviana che lavorano come camerieri  presso la Locanda Girasoli a Roma.

Condurre una vita autonoma e indipendente significa innanzitutto avere l’opportunità di lavorare.
Se opportunamente formati, i giovani con sindrome di Down sanno svolgere in modo autonomo e con efficacia le mansioni che vengono loro assegnate.

Ma il rischio che in questo periodo attanaglia tutti i lavoratori, la crisi, rischia di penalizzare anche i tre ragazzi della Locanda Girasoli.