Fate qualcosa per i giovani aquilani, sono ormai avviliti e disorientati. E' questo l'appello di due mamme che la notte del sisma di quattro anni fa, hanno perso i propri figli. Il 6 aprile 2009, in tanti, troppi, si sono visti portar via familiari ed amici, e il dolore, da quella notte è sempre li, costantemente presente. A quattro anni da quel giorno, impresso a fuoco nel cuore e nelle anime degli aquilani, in molti si accingono a trarre un bilancio dello stato delle cose, ricostruzione, lavoro e opportunità di rinascita. L'appello delle due mamme è rivolto alle isitituzioni ed in particolare all'Assessore alle Politiche Sociali e neo Senatrice Stefania Pezzopane. Date una possibilità ai giovani che ora sono disorientati e demotivati, lo chiedo, ha aggiunto una delle due donne, perchè i nostri ragazzi che non ci sono più avrebbero voluto fare tanto per L'Aquila. Ma non solo i giovani continuano a pagare il prezzo di tutto quello che è stato. 22.120, è la cifra di quanti cittadini trascorreranno il quarto anniversario del sisma fuori dalla propria abitazione, secondo i dati forniti dalla Regione Abruzzo. C'è chi vive negli alloggi temporanei, chi nelle strutture ricettive e chi è ancora ospitato dalla Guardia di Finanza. Il problema più grande rimane il centro storico, lo sottolinea il Sindaco Massimo Cialente, che spera in una ricostruzione ultimata entro il 2018, ma per farlo non bastano ottimismo e speranza, servono fondi e appoggio delle istituzioni. E mentre ieri i Senatori hanno osservato un minuto di silenzio per ricordare quanto accaduto, gli aquilani da quattro anni, urlano la loro rabbia, per una città che non c'è più.
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