Furono rassicurati, tranquillizzati, gli fu detto che non sarebbe successo niente e a dirlo non furono cittadini qualunque ma scienziati.
I rassicurati non furono solo gli aquilani ma anche i tanti studenti fuori sede che la notte tra il 5 e il 6 aprile del 2009 rimasero a dormire sonni tranquilli nelle loro stanze fino alle 3 e 32, quando 55 di loro in quelle stanze persero la vita. Ce lo ricorda un uomo sconosciuto alle cronache prima di quel giorno, un padre che non ha più un figlio. Si chiamava Nicola Bianchi, non aveva compiuto 23 anni e quella notte non fu ucciso dal sisma ma dalle rassicurazioni.
Quanti studenti fuori sede che dormivano quella notte all'Aquila, spesso in stanze vecchie e trasandate e per questo buone per loro giovani studenti senza soldi, stanze di soldi sporchi, il denaro dell'affitto a nero, pensavano di essere in pericolo di vita?
Nei giorni del ricordo e della rabbia i familiari delle vittime chiedono di non essere abbandonati.
I rassicurati non furono solo gli aquilani ma anche i tanti studenti fuori sede che la notte tra il 5 e il 6 aprile del 2009 rimasero a dormire sonni tranquilli nelle loro stanze fino alle 3 e 32, quando 55 di loro in quelle stanze persero la vita. Ce lo ricorda un uomo sconosciuto alle cronache prima di quel giorno, un padre che non ha più un figlio. Si chiamava Nicola Bianchi, non aveva compiuto 23 anni e quella notte non fu ucciso dal sisma ma dalle rassicurazioni.
Quanti studenti fuori sede che dormivano quella notte all'Aquila, spesso in stanze vecchie e trasandate e per questo buone per loro giovani studenti senza soldi, stanze di soldi sporchi, il denaro dell'affitto a nero, pensavano di essere in pericolo di vita?
Nei giorni del ricordo e della rabbia i familiari delle vittime chiedono di non essere abbandonati.