"…all'indomani del sisma ho voluto richiamare l'attenzione sull'importanza di assicurare priorità assoluta ai luoghi centrali e agli spazi pubblici nella definizione dei principi per la ricostruzione.[...] Se è stato un insopprimibile “bisogno di città” la molla che ha determinato la prima fondazione dell'Aquila da parte dei suoi futuri abitanti, anche oggi un nuovo, drammatico, “bisogno di città” può – e deve – guidare e ispirare i tempi e i modi della ricostruzione. Della città, oltre che delle singole case." Così intervenne Marcello Vittorini al Convegno Gli archivi per l'urbanistica e la ricostruzione tenutosi all'Aquila nel novembre del 2010.
A partire da questo come da altri contributi dell'urbanista aquilano nasce "Omaggio a Marcello Vittorini. Un archivio per la città." a cura di valeria Lupo e Angela Marino, volume presentato questa mattina presso l'archivio di Stato dell'Aquila. All'Aquila è avvenuto quello che Vittorini temeva e voleva evitare: la perdita dell'identità dei luoghi e quindi delle persone. "Marcello Vittorini fu inascoltato": ha ricordato Roberto Marotta, Presidente della Fondazione carispaq e amico dell'aquilano che aveva visto il mondo.
Un tecnico serpente, "un uomo che ha cambiato sempre pelle, non si capisce se è stato architetto, urbanista o ingegnere". Così ha definito Fabrizio Magani, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici d'Abruzzo, l'urbanista aquilano.
Marcello Vittorini nasce all'Aquila il 31 ottobre del 1927, si laurea a Roma, ma il suo destino lo porterà lontano. Inizia in terra d'Abruzzo la sua carriera professionale nel campo della progettazione architettonica nell'Ente Fucino con progetti di borghi e scuole rurali negli anni '50, nel dopoguerra dell'urbanistica che nel bene e nel male ha posto le basi per l'Italia repubblicana.
Non è stato certo profeta in patria. All'Aquila lascia solo il progetto per l'Ospedale regionale, ma ha contribuito con i suoi scritti e i suoi interventi ad alimentare il dibattito sull'urbanistica.
"Con che piede bisognerebbe partire?- gli chiese un giornalista subito dopo il sisma- Non con l'idea della new town, proprio non mi interessa. -Rispose Marcello Vittorini - Bisogna ricostruire dov'era e com'era..."