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Il minimo sarebbe che “ognuna di queste persone potesse avere nel suo luogo natale, nel suo Paese, una targa, un riconoscimento, un ricordo“, continua Solesin, ponendo all’attenzione delle “istituzioni presenti, ai nostri parlamentari e alle istituzioni europee”, il fatto che “in Europa sono poche le nazioni che hanno il reato di terrorismo e quindi il riconoscimento della condizione di vittima del terrorismo”.
L’Unione europea dovrebbe quindi trovare “un comune denominatore” per sottoporre “a tutela tutte le vittime di terrorismo come cittadini europei con gli stessi diritti e le stesse tutele”, conclude Solesin, “questo farebbe sì che le istituzioni europee venissero sentite più vicine, più comuni e più in grado di fare qualcosa per i propri cittadini”.