Una rete di solidarietà europea per le vittime del terrorismo. La propone Luciana Milani Solesin, madre di Valeria Solesin.uel giorno “le persone uccise dal terrorismo jihadista sono state 130 e moltissimi altri sono stati feriti in modo molto grave e hanno avuto le loro vite sconvolte”, ricorda Solesin, “queste 130 persone erano cittadini di 20 nazionalità diverse”, e “hanno condiviso una fine brutale e insensata”.

Il minimo sarebbe che “ognuna di queste persone potesse avere nel suo luogo natale, nel suo Paese, una targa, un riconoscimento, un ricordo“, continua Solesin, ponendo all’attenzione delle “istituzioni presenti, ai nostri parlamentari e alle istituzioni europee”, il fatto che in Europa sono poche le nazioni che hanno il reato di terrorismo e quindi il riconoscimento della condizione di vittima del terrorismo.

L’Unione europea dovrebbe quindi trovare “un comune denominatore” per sottoporre “a tutela tutte le vittime di terrorismo come cittadini europei con gli stessi diritti e le stesse tutele”, conclude Solesin, “questo farebbe sì che le istituzioni europee venissero sentite più vicine, più comuni e più in grado di fare qualcosa per i propri cittadini”.