Approfondimento
Bocce, golf, basket, pesi, calcio balilla e alcuni giochi tradizionali come il tiro alla fune, la corsa nei sacchi, la ruzzola. Non ci troviamo in un centro sportivo, né in una nuova e meravigliosa struttura dedicata tutta allo sport, ma in un carcere. La casa circondariale di Rebibbia a Roma per un giorno, ieri, in occasione della X Giornata nazionale dello Sport, si è trasformata in un luogo accogliente e pieno di vita con l’ingresso dello Sport su iniziativa del Coni Lazio e di Albatros-Uisp, che opera da anni all’interno del carcere romano.
Oltre 300 detenuti per un giorno hanno scoperto la dignità di persone in grado di sfidarsi, giocare e sentirsi vive. Muoversi finalmente dopo anni di sedentarietà spesso depressiva, costituisce un primo importante passo per non lasciarsi andare, per non credere che addirittura è meglio rimanere in cella anche durante l’ora d’aria come succede nel silenzio completo alla maggior parte di loro, chiusi nelle loro solitudini.
Lo Sport è diritto di tutti: è lo slogan di questa giornata. E allora deve esserlo ancora di più di chi non può praticarlo quotidianamente, di chi non sa cosa si prova a sfidare il proprio corpo, di chi è chiuso tutto l’anno nella solitudine di una cella.
Lisa D'Ignazio